Nel mondo del lavoro che cambia, la sicurezza resta una priorità assoluta. Ma come garantirla in uno scenario produttivo sempre più complesso e digitalizzato? A questa domanda ha cercato di rispondere il panel dedicato alla sicurezza sul lavoro durante il Festival dell’Imprenditore, ponendo al centro il ruolo che le nuove tecnologie, e in particolare l’Intelligenza Artificiale, possono svolgere per tutelare i lavoratori e prevenire gli infortuni.
Il dibattito ha visto la partecipazione del deputato Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, che ha sottolineato l’importanza di investire in innovazione non solo per aumentare la produttività, ma anche per salvaguardare la vita delle persone nei luoghi di lavoro. La tecnologia, ha ricordato, può diventare un alleato strategico per una cultura della sicurezza più evoluta, capace di anticipare i rischi anziché limitarsi a registrarli.
La senatrice Silvia Fregolent della Commissione permanente del Senato ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare questa transizione con una cornice normativa aggiornata, che incentivi le imprese ad adottare soluzioni digitali e che non lasci indietro le piccole e medie realtà, spesso più vulnerabili sul piano degli investimenti in sicurezza.
Il punto di vista dei lavoratori è stato rappresentato da due figure di spicco del sindacalismo italiano: Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, e Roberto Di Maulo, Segretario Generale Nazionale della FISMIC CONFSAL. Entrambi hanno ribadito che l’innovazione tecnologica, per essere davvero efficace, deve integrarsi con la formazione continua e il coinvolgimento attivo dei lavoratori.
L’IA può, ad esempio, analizzare dati in tempo reale per rilevare situazioni di pericolo imminente, monitorare lo stato delle macchine, prevedere comportamenti a rischio. Ma senza un lavoro parallelo sulle competenze e sulla cultura della prevenzione, anche l’algoritmo più avanzato rischia di rimanere inascoltato.
Il panel ha messo in evidenza come la sicurezza non possa essere una voce accessoria nei bilanci aziendali, né una materia delegata a un software. È una responsabilità condivisa tra imprese, istituzioni, lavoratori e tecnologia.
E proprio l’Intelligenza Artificiale, se impiegata con intelligenza etica e giuridica, può trasformarsi in uno strumento decisivo per ridurre il numero di incidenti sul lavoro e costruire ambienti più sicuri, efficienti e sostenibili. Una sfida che va affrontata ora, con investimenti mirati, politiche lungimiranti e la consapevolezza che ogni vita tutelata è un valore inestimabile non solo per l’azienda, ma per l’intero sistema Paese.
