Presidente Ruvolo, è diventato socio del Circolo Canottieri Aniene, una delle istituzioni più prestigiose d’Italia. Che ha provato quando gliel’hanno comunicato?
È stata una grandissima soddisfazione, lo ammetto. L’Aniene non è solo un circolo sportivo, è un luogo simbolico, dove si incrociano cultura, sport, impresa e relazioni. Per chi, come me, viene da una realtà più piccola ma orgogliosa come Milazzo, entrare a farne parte è un onore e allo stesso tempo una responsabilità.
Parla di responsabilità: cosa intende?
Il Circolo Aniene è da sempre un riferimento per l’Italia, uno di quei luoghi in cui passano persone che hanno scritto e continuano a scrivere pagine importanti del nostro Paese. Confrontarsi quotidianamente con professionisti, manager e imprenditori della Capitale sarà per me motivo di crescita. Ma lo vivo anche come un impegno: portare rispetto, portare valori, portare idee.
C’è anche una componente emotiva personale?
Assolutamente sì. Quando arrivi da una terra come la nostra, dove ogni conquista ha il sapore della fatica e del sacrificio, traguardi come questo non li consideri mai un punto d’arrivo, ma una conferma. Una conferma che il merito e l’impegno aprono porte che sembravano impossibili.
Cosa porta un imprenditore siciliano dentro un ambiente così esclusivo?
Porto esattamente quello che mi ha formato: il senso del dovere, della correttezza, della parola data. Porto un’identità che non vuole omologarsi ma contaminare positivamente. E porto il messaggio che i limiti non esistono: esistono solo le barriere mentali.
Se dovesse riassumere tutto con una frase?
Direi che questa ammissione dimostra una cosa semplice: quando si mantengono e si portano avanti i giusti valori, nessun traguardo è impossibile.
