Stellantis ha pubblicato i dati preliminari del primo semestre del 2025, rivelando un quadro finanziario complesso. Da un lato emergono perdite significative, che ridefiniscono il profilo economico aziendale rispetto allo scorso anno; dall’altro, la direzione intrapresa dal nuovo management punta alla sostenibilità e all’efficienza industriale.
Secondo quanto riportato da Stellantis, il gruppo ha registrato ricavi per 74,3 miliardi di euro, ma ha chiuso con una perdita netta di circa 2,3 miliardi nei primi sei mesi dell’anno. Questi risultati rappresentano un contrasto netto rispetto al profitto di 5,6 miliardi realizzato nello stesso periodo del 2024.
La motivazione principale di questo rosso semestrale risiede in una consistente serie di costi “una tantum” – 3,3 miliardi prima delle imposte – legati principalmente alla cancellazione di alcuni programmi, svalutazioni di piattaforme obsolete e ristrutturazioni operative. Nonostante ciò, l’utile operativo rettificato (Adjusted Operating Income, AOI) si è fermato attorno ai 500 milioni, segno che l’attività industriale di base ha retto.
Sul fronte commerciale, le spedizioni globali del secondo trimestre sono state circa 1,4 milioni di veicoli, in calo del 6%rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Nord America la flessione è stata marcata, con una riduzione del 25% nel Q2 legata a pause produttive strategiche e alla contrazione delle importazioni. In Europa l’abbassarsi delle consegne si è reso necessario per favorire il lancio di nuovi modelli. Al contrario, in Medio Oriente, Africa e Sud America si registra una crescita tra il 20% e il 43%, soprattutto grazie ai veicoli a marchio Jeep, Ram e alle city car del segmento B.
Tra i fattori esogeni, Stellantis ha segnalato un costo di circa 300 milioni di euro nel semestre dovuto ai dazi americani sulle importazioni (€300 M). L’impatto è destinato a raddoppiare nella seconda parte del 2025, stando alle previsioni dell’azienda. La performance evidenzia le difficoltà operative ma anche la determinazione a ristrutturare e innovare. Sotto la guida del nuovo CEO Antonio Filosa e del CFO Doug Ostermann, Stellantis ha avviato misure rinforzate per la riduzione dei capex non strategici, la concentrazione sui modelli più redditizi e una serie di progetti industriali nel settore elettrico.
Per l’Italia, dove Stellantis ha una rilevante presenza produttiva e commerciale, la svolta strategica è cruciale. Mentre la struttura registra una riduzione della redditività, le scelte verso elettrificazione e modelli locali possono offrire nuove prospettive a filiere e fornitori. Tuttavia, sarà fondamentale un quadro politico-industriale che promuova sovranità tecnologica, controlli normativi trasparenti e partenariati pubblico-privati in grado di sostenere l’industria auto nazionale.
