C’è un filo invisibile che unisce la diplomazia e la leadership: entrambi richiedono ascolto, empatia e una visione che vada oltre il potere. È il filo che percorre il nuovo libro di Fabrizio Lobasso, “M’importa di te. Sul sentiero della leadership rotonda”, pubblicato da Anima Edizioni. Un testo che non parla solo ai manager o ai diplomatici, ma a chiunque abbia la responsabilità di guidare persone, decisioni o processi, con la consapevolezza che ogni relazione è prima di tutto un atto di cura.
Lobasso, Vice Direttore Generale e Direttore Centrale per l’Internazionalizzazione Economica presso il Ministero degli Affari Esteri, porta nel libro l’esperienza di una vita trascorsa tra relazioni internazionali, mediazione e dialogo interculturale. La sua “leadership rotonda” è un modello che rompe gli schemi del comando verticale e restituisce centralità all’ascolto, al dubbio e al valore del noi.
Il volume, scritto con uno stile limpido e riflessivo, unisce rigore e sensibilità umana. “Non credo esista un manuale che esaurisca ciò che potremmo voler conoscere sul concetto di leadership”, scrive l’autore. “Ognuno ha la sua storia, il suo ritmo, il suo passo irripetibile.” È un invito a guardarsi dentro, a smettere di cercare la perfezione e a riconoscere la forza del limite come parte della crescita.
Lobasso propone un percorso fatto di immagini e simboli, in cui la leadership diventa un viaggio più che una tecnica. Si attraversano temi come la fragilità, l’errore, il cambiamento, la fiducia, con una profondità che sorprende. “L’errore è il compagno più saggio sulla via della crescita personale”, scrive. “Ci mostra dove siamo vulnerabili e dove possiamo diventare più autentici.”
La “rotondità” evocata nel titolo non è una metafora casuale. È la rappresentazione di un equilibrio dinamico, di una guida che non impone ma accompagna, che non teme il conflitto ma lo trasforma in energia creativa. È un modo diverso di concepire la responsabilità, fondato su valori di reciprocità, rispetto e ascolto.
Nel libro, la leadership diventa un atto di presenza consapevole. “M’importa di te” non è solo una frase, è una dichiarazione di metodo: la convinzione che non si possa guidare senza riconoscere l’altro, senza concedere spazio all’empatia e alla vulnerabilità. È in questo che Lobasso distingue il vero leader dal semplice gestore: il primo costruisce ponti, il secondo conta risultati.
Con pagine che alternano riflessione filosofica, esperienza personale e osservazione concreta del mondo delle organizzazioni, Lobasso delinea una visione di leadership capace di restituire centralità all’umano in tempi in cui la velocità e la competizione sembrano cancellarlo. M’importa di te è un libro che invita a fermarsi, a respirare, a riprendere contatto con la dimensione autentica della guida. Un testo necessario in un’epoca in cui si parla tanto di performance e troppo poco di persone.
