Oggi: 13 Settembre 2026
24 Giugno 2025
4 min. lettura

Venture Capital, l’Italia resta indietro

L’ecosistema del venture capital (VC) italiano è in fermento: negli ultimi dieci anni si è trasformato profondamente, grazie a un boom di investimenti, alla nascita di nuovi operatori e a una spinta verso l’innovazione che ora è sotto gli occhi di tutti. Secondo il report State of Italian VC di P101, nei cinque anni fino al 2024 sono stati investiti circa 7 miliardi di euro in startup italiane, con un +467 % rispetto al 2015 e più di 1,1 miliardi solo nel 2024.

Il comparto ora conta circa 150 operatori attivi — un netto salto rispetto ai pochi di dieci anni fa  — e supporta un panorama di oltre 14 000 imprese innovative, tra startup e PMI, che nel 2024 hanno generato un fatturato complessivo di 8,6 miliardi e impiegato 60 000 persone. Nonostante questi progressi, l’Italia rimane prudentemente posizionata in Europa. A livello aggregato, gli investimenti in VC rappresentano solo il 4 % del totale europeo. Spesso le risorse investite, pur crescenti (+12 volte tra il 2017 e il 2024), restano concentrate nelle fasi iniziali (pre-seed, seed e Series A), mentre il supporto finanziario alle scaleup rimane limitato.

Tuttavia, il trend verso la specializzazione nei settori ad alta intensità tecnologica è sempre più marcato. Nel 2024, circa 693 milioni sono confluiti nelle startup deep tech (+14 % rispetto al 2023) e 306 milioni nel cleantech, con una crescita del +71 % anno su anno. Anche tecnologie come l’aerospace, la robotica e i droni hanno registrato un’impennata di interesse (+233 % e +443 % rispettivamente). Questo trend conferma che il venture capital italiano sta abbandonando la logica “tutto digitale” per puntare su innovazione profonda e sostenibile.

Un’altra svolta in atto è la crescita del peso degli investitori internazionali, passati dal 29 % del 2020 al 45 % nel 2024. Questo segnale di fiducia mostra che il mercato VC italiano attira capitali stranieri, grazie a buone prospettive e opportunità concrete. Sul versante istituzionale, l’azione di CDP Venture Capital è strategica. Tra il 2017 e il 2024 ha raccolto circa 1,9 miliardi, ponendosi all’4 % degli investimenti europei in VC. Oggi sta distribuendo 1 miliardo per IA e cybersecurity nell’arco del 2024‑2028, con 580 milioni destinati alle startup e 300 milioni a imprese pronte all’internazionalizzazione.

Un altro dato rilevante riguarda la partecipazione delle casse previdenziali: la legge di dicembre 2024 prevede che entro il 2026 almeno il 10 % dei loro portafogli sia investito in venture capital. Si stima che ciò possa mobilitare tra 6,4 e 16,7 miliardi di valore aggiunto nazionale. Tuttavia, non mancano i nodi critici. Il rapporto Banca d’Italia sottolinea che l’Italia investe meno di Paesi come Francia e Germania, con una scarsa dimensione media dei fondi, poche exit e un limitato numero di startup early stage .

Per passare da crescita quantitativa a maturità qualitativa servono interventi strategici. Occorre consolidare l’industria del venture capital, attirare patient capital di lungo periodo e rafforzare sul serio le fasi di scale-up e exit attraverso incentivi fiscali e regole chiare. Serve inoltre un ambiente normativo favorevole, con snellimento burocratico, per attrarre i big player internazionali in modo strutturale.

Da parte delle imprese, è necessaria una cultura dell’innovazione più coraggiosa: startup e PMI devono dotarsi di strutture solide, team preparati e governance orientata alla crescita. I centri di ricerca e i poli universitari devono stringere legami forti con l’industria, per trasformare la ricchezza intellettuale in progetti scalabili.

Il venture capital può diventare una leva strategica per rendere l’Italia non solo un luogo in cui si investe (ricevere capitali), ma anche un luogo da cui si esporta innovazione e si costruiscono nuove storie di successo globale. Siamo davanti a una partita il cui esito determinerà il futuro competitivo del Paese: serve unire capitale, talento, visione politica. È il momento di farlo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Storia precedente

Cala l’inflazione ma aumentano i costi

Prossima storia

La crisi dell’automotive europea

Le ultime da Blog

Tornasu

Da Non Perdere

Polizze catastrofali - scatta l'obbligo per le imprese

Imprese, scatta l’obbligo delle polizze catastrofali tra costi e incertezze

Le polizze catastrofali diventano obbligatorie anche per turismo e ristorazione,
Fiducia delle imprese in calo secondo l'Istat

Imprese, la fiducia cala ancora: l’Istat certifica un sistema produttivo senza slancio

Manifattura debole, consumi in rallentamento e investimenti più prudenti: il