Si è concluso a Rio de Janeiro il vertice 2025 dei BRICS, il primo a pieno titolo con l’ingresso di nuovi Paesi come Iran ed Etiopia. Undici nazioni sedute allo stesso tavolo, insieme a una lunga lista di osservatori e partner, per discutere il futuro di un’alleanza che punta ormai apertamente a diventare un polo geopolitico alternativo all’Occidente.
Al centro del summit il tema della governance globale. I leader riuniti in Brasile hanno denunciato l’arretratezza delle grandi istituzioni internazionali – dall’ONU al Fondo Monetario Internazionale – ritenute incapaci di rappresentare equamente il peso crescente del Sud Globale. A distanza di vent’anni dalla nascita del gruppo, i BRICS si propongono oggi come motore di un mondo multipolare, con regole nuove, più eque, svincolate dalle egemonie tradizionali.
Grande attenzione è stata riservata al fronte economico, in particolare alla cosiddetta “dedollarizzazione”. I Paesi membri hanno ribadito la volontà di ridurre la dipendenza dal dollaro nei pagamenti internazionali, puntando sull’uso delle valute nazionali e sulla creazione di una rete di transazioni autonome. L’obiettivo è chiaro: costruire un sistema finanziario alternativo, capace di resistere a pressioni esterne, sanzioni e instabilità monetaria.
Tutto questo in un contesto di crescenti tensioni con gli Stati Uniti, alimentate anche dalla recente minaccia di nuovi dazi sulle esportazioni da parte dell’ex presidente Donald Trump, tornato sulla scena politica americana. Le risposte dei BRICS non si sono fatte attendere: condanna delle politiche commerciali unilaterali e riaffermazione del diritto dei Paesi emergenti a una sovranità economica piena.
Sul piano geopolitico, il vertice ha confermato un blocco compatto, almeno nella forma, ma non privo di divergenze interne. Le posizioni di Russia e Cina, più assertive, si sono intrecciate con quelle di Paesi come India, Sudafrica e Brasile, più inclini al dialogo multilaterale. Eppure, di fronte alle pressioni esterne, il gruppo ha saputo mostrarsi unito, rilanciando una strategia comune di cooperazione sud-sud.
Un altro elemento chiave emerso dai lavori è stato il ruolo delle nuove tecnologie e della transizione ecologica. Intelligenza artificiale, infrastrutture verdi, salute pubblica e lotta alle diseguaglianze sono stati al centro dei panel tematici, a dimostrazione di come i BRICS intendano proporsi non solo come blocco politico, ma come laboratorio di nuove soluzioni globali.
Il vertice di Rio rappresenta dunque una tappa fondamentale nel processo di rafforzamento dei BRICS. La sfida ora è tradurre le dichiarazioni in azioni concrete: piattaforme di pagamento indipendenti, strumenti finanziari condivisi, maggiore coordinamento politico e commerciale. Ma una cosa appare chiara: il mondo che conoscevamo sta cambiando, e il Sud Globale non ha più intenzione di aspettare il suo turno.
