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19 Giugno 2025
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Zuppi: “Al centro del mercato ci sia la persona”

Un intervento di grande profondità etica e culturale quello del Cardinale Matteo Maria Zuppi alla prima edizione del Festival dell’Imprenditore, svoltosi a Roma. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha voluto portare il suo saluto ai partecipanti, agli organizzatori e in particolare a Confimprenditori, presieduta da Stefano Ruvolo, e all’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti di Roma, ringraziandoli per aver promosso un momento di confronto su temi cruciali per il futuro del nostro sistema produttivo.

Zuppi ha riconosciuto l’importanza di un evento dedicato all’innovazione nei settori strategici del cibo e della moda, due pilastri del Made in Italy, oggi chiamati a ridefinire la propria identità e competitività nell’era dell’intelligenza artificiale. “Mettere in luce il valore inconfondibile del Made in Italy in questo contesto significa affrontare una sfida che non è solo economica, ma anche culturale e umana”, ha affermato.

Secondo il Cardinale, il dibattito sull’innovazione tecnologica non può prescindere da un riferimento saldo alla dottrina sociale della Chiesa, che da sempre pone al centro la persona umana. “Il mercato – ha detto – deve essere interpretato con una visione antropologica che metta l’interesse della persona al primo posto. Altrimenti l’impresa rischia di diventare solo speculazione e il profitto fine a sé stesso finisce per nuocere anche all’impresa stessa.”

Nel suo intervento, Zuppi ha richiamato l’insegnamento dei pontefici, da Leone XIII a Papa Francesco, sottolineando la necessità di una nuova riflessione sulla rivoluzione digitale, paragonabile per impatto storico alla prima rivoluzione industriale. “Siamo immersi nella trasformazione dell’intelligenza artificiale, ma ancora troppo poco ne comprendiamo le reali conseguenze. È una sfida enorme anche per la visione della Chiesa.”

Da qui, la proposta di un’elaborazione attuale della dottrina sociale, che sappia rispondere ai cambiamenti imposti dalla tecnologia, una sorta di “Rerum Digitalium”, capace di tutelare la dignità e i diritti umani nel nuovo contesto digitale. Una chiamata a un impegno condiviso, che coinvolge istituzioni, imprenditori, tecnici e comunità.

Zuppi ha concluso con un augurio sentito: che il confronto promosso dal Festival possa essere occasione per rafforzare il ruolo dell’imprenditore come costruttore di valore sociale. “Sono certo che saprete trarre dalla visione della Chiesa un motivo per essere ancora di più imprenditori, perché mettete ancora di più al centro la persona umana. Buon lavoro.”

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