Il 13 e 14 giugno Roma ospiterà la prima edizione del Festival dell’Imprenditore, un evento che non nasce per celebrare, ma per confrontarsi. Per ascoltare. Per proporre. Per dare finalmente un palco, fisico e simbolico, a chi ogni giorno crea lavoro, produce valore, sostiene il tessuto economico del Paese. Una due giorni di incontri, panel e dibattiti che metteranno a confronto istituzioni, politica, imprenditori, giornalisti, accademici, con un unico filo conduttore: rimettere l’impresa al centro dell’agenda pubblica.
L’Italia è una nazione fondata sulle piccole e medie imprese. Sono oltre 4,2 milioni, e rappresentano il 99% del nostro sistema produttivo. Sono loro a reggere il Pil, a trainare l’export, a innovare nei distretti, a portare il Made in Italy nel mondo. Ma troppo spesso ne parliamo solo quando chiudono, quando protestano, quando mancano all’appello nei numeri della crescita.
Il Festival nasce per ribaltare questa narrazione. Non per lamentarsi, ma per avanzare proposte concrete. Lo farà affrontando i grandi temi che riguardano il futuro dell’impresa in Italia: dal carico fiscale alla giustizia civile, dalla semplificazione amministrativa al costo dell’energia, dall’accesso al credito all’intelligenza artificiale. E poi ancora: sicurezza economica, legalità, transizione ecologica, competitività internazionale.
Non mancheranno focus settoriali. Due dei fiori all’occhiello del Made in Italy – moda e agroalimentare – saranno protagonisti di sessioni dedicate, insieme a momenti di confronto sulla trasformazione digitale e sulle nuove competenze richieste ai giovani imprenditori.
La partecipazione di ministri, parlamentari, sottosegretari e rappresentanti delle principali istituzioni economichedimostra che qualcosa si sta muovendo. Che il mondo politico inizia, forse, ad ascoltare davvero. Ma il dialogo non sarà univoco: saranno gli imprenditori, in sala e sul palco, a porre le domande. E a pretendere risposte.
Il Festival vuole essere anche un ponte generazionale. Saranno premiati i giovani imprenditori che si sono distinti per merito, visione e coraggio. Perché fare impresa oggi, in Italia, è una sfida. E chi ci prova merita attenzione, non ostacoli.
Ciò che rende questo evento diverso da altri è l’approccio. Nessuna passerella, nessun applauso di rito. Solo parole chiare, analisi puntuali e soprattutto volontà di incidere. Perché il tempo della retorica è finito. Ora servono fatti, riforme, semplificazioni, ascolto.
Il Festival dell’Imprenditore è una chiamata pubblica alla responsabilità. Per chi produce. Per chi governa. Per chi rappresenta. Perché non può esserci crescita, né giustizia sociale, senza un sistema produttivo forte, sano, rispettato. E questo sistema ha bisogno di voce. Finalmente, ora, ce l’ha.
