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17 Agosto 2025
3 min. lettura

È morto Pippo Baudo, ultimo re della TV italiana

Addio a Pippo Baudo, il re della televisione italiana

L’Italia piange Pippo Baudo, scomparso all’età di 89 anni. Con lui se ne va non solo un grande conduttore, ma una delle figure più rappresentative della televisione del nostro Paese. La sua voce, il suo garbo e la sua professionalità hanno accompagnato generazioni intere, trasformandolo in un punto di riferimento insostituibile dell’intrattenimento.

Nato a Militello in Val di Catania nel 1936, Pippo Baudo si laureò in giurisprudenza, ma il destino lo spinse presto verso un’altra strada. Dotato di talento musicale, iniziò la sua carriera come pianista e cantante, fino a muovere i primi passi nel mondo della televisione alla fine degli anni Cinquanta. Da allora il suo percorso fu inarrestabile: varietà, programmi di intrattenimento, quiz e soprattutto musica lo resero il volto più popolare della Rai.

Il suo nome resterà per sempre legato al Festival di Sanremo, che condusse ben tredici volte, sette delle quali anche come direttore artistico. Record assoluto che testimonia la fiducia che il pubblico e l’industria musicale hanno sempre riposto in lui. Accanto a Sanremo, Pippo Baudo ha guidato trasmissioni che hanno fatto la storia: da “Domenica In” a “Fantastico”, da “Canzonissima” a “Scommettiamo che?”, fino al memorabile “Settevoci”.

Oltre ad essere un conduttore amatissimo, Baudo è stato anche un grande talent scout. Grazie al suo intuito hanno trovato spazio artisti e personaggi che sarebbero diventati protagonisti assoluti della scena italiana, dalla musica alla televisione. Aveva la rara capacità di riconoscere il talento e di dargli forma e visibilità.

La sua carriera è stata costellata da successi e da momenti rimasti impressi nella memoria collettiva: ingressi trionfali sul palco, gaffe trasformate in sorrisi, l’inconfondibile “lunga vita alla televisione” che spesso amava ripetere. Ma soprattutto, Pippo Baudo incarnava un modo di fare televisione che univa eleganza e popolarità, professionalità e calore umano.

Negli ultimi anni era apparso più raramente in pubblico, ma ogni volta che tornava sullo schermo o in occasione di eventi celebrativi riceveva l’affetto e l’applauso che solo i grandi sanno meritare. La sua presenza restava viva, anche a distanza, come simbolo di un’epoca irripetibile della televisione italiana.

I funerali si terranno nella sua Militello, la città che non ha mai dimenticato e che lo ha visto crescere, prima come ragazzo curioso e pieno di energia, poi come uomo capace di conquistare il Paese intero.

Con la sua scomparsa, l’Italia perde un protagonista assoluto della cultura popolare del Novecento e degli inizi del Duemila. Resta però l’eredità di un uomo che ha saputo interpretare, meglio di chiunque altro, i sogni e i desideri di un popolo. Con Pippo Baudo se ne va un pezzo della nostra storia, ma resta vivo il ricordo di quella televisione che sapeva unire, divertire e far sognare.

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