Un messaggio chiaro e ispirato quello che il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha voluto indirizzare alla prima edizione del Festival dell’Imprenditore, organizzato da Confimprenditori a Roma. Il Ministro ha voluto far sentire la sua voce in un passaggio storico in cui l’Italia, per restare competitiva, è chiamata a coniugare le sue radici con le sfide tecnologiche globali.
Al centro del messaggio il tema scelto per il Festival: “Cibo e Moda Made in Italy nell’era dell’Intelligenza Artificiale”. Una provocazione solo apparente, ha spiegato Urso, perché sebbene l’agroalimentare e la moda siano simboli di tradizione, rappresentano anche settori estremamente dinamici e ricettivi rispetto all’innovazione. “Cibo, moda e IA nella stessa frase sembrano un ossimoro – ha affermato – ma è proprio questa l’essenza del Made in Italy: evolvere restando fedeli alla propria identità.”
Il Ministro Urso ha ricordato come cibo e moda siano non solo ambasciatori culturali dell’Italia nel mondo, ma anche settori strategici per la tenuta economica nazionale. “Saranno tra i più resilienti rispetto ai dazi statunitensi – ha sottolineato – perché i consumatori americani non vogliono rinunciare alle nostre eccellenze.” Tuttavia, ha ammonito Urso, non bisogna confondere il valore della tradizione con l’inerzia. “Per questo – ha proseguito – abbiamo sostenuto questi settori con oltre 13 miliardi di euro attraverso le misure 4.0 e 5.0 e con un fondo da 250 milioni specifico per la moda.”
Il cuore del messaggio si è poi concentrato sull’Intelligenza Artificiale, che il Ministro Urso ha definito come “una sfida non solo tecnica e industriale, ma anche etica e sociale”. L’Europa, ha ricordato, sta cercando una “terza via” tra la spinta deregolata statunitense e il controllo statale cinese, puntando su una visione antropocentrica dell’innovazione. “Una via fondata sui nostri valori e su un impianto normativo che accompagni l’innovazione senza imbrigliarla”, ha dichiarato.
Nel dettaglio, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha elencato alcune applicazioni già in atto o in fase di sviluppo, dalla tracciabilità alimentare, all’agricoltura di precisione, fino agli algoritmi predittivi per ridurre sprechi. Nella moda, l’Intelligenza Artificiale trova invece spazio nella modellazione virtuale personalizzata, nella prototipazione rapida, nella sostenibilità dei materiali e nella riduzione dell’impatto ambientale.
Urso ha inoltre ricordato gli sforzi del governo per posizionare l’Italia come attore di riferimento nell’IA, con una strategia nazionale che ha fatto scuola in Europa, investimenti in fondazioni e centri di ricerca dedicati, e la creazione a Roma di un AI Hub delle Nazioni Unite a sostegno dell’imprenditoria tecnologica nei Paesi africani.
“Il Mimit ha una visione chiara”, ha concluso il Ministro: “orientare lo sviluppo dell’IA per raccoglierne i benefici, mitigandone i rischi, ma soprattutto preservare e valorizzare i tratti identitari delle nostre eccellenze. Il Made in Italy non ha paura del futuro, perché sa innovare restando sé stesso.” Un messaggio che ha trovato piena sintonia con lo spirito del Festival: dare voce a chi crea valore, a chi rischia, a chi produce. E oggi, più che mai, anche a chi innova.
